martedì 16 giugno 2015

MOSTRA DI LEONARDO DA VINCI

Perché andarla a visitare?

 

 

Cari lettori,
qualche giorno fa sono dovuta andare, esattamente a metà giornata, dall'altra parte di Milano, per firmare contratti ed altre carte nell'ultima scuola dove ho lavorato quest'anno.

Per chi se lo stesse chiedendo:

No, non mi hanno voluto mandare i documenti via mail.

No, non ho potuto fare questa traversata dell'hinterland quando potevo e volevo.

Sì, ho dovuto aspettare gli orari di ricevimento come una poveretta qualunque, anche se ho lavorato lì.

Sì, l'orario di ricevimento era proprio all'ora di pranzo.

Sì, mi hanno fatto comunque ed ulteriormente aspettare.

Sì, ho firmato tanta tanta carta inutile di cui a nessuno fregherà mai nulla. (Poveri alberi!)

Visto che però nessuno se lo sta chiedendo, e, inoltre, moltissimi di voi conosceranno già bene i problemi della burocrazia, passiamo oltre.

Andando verso il centro, spinta dalla necessità di mangiare qualcosa, mi è venuta un'altra idea. “Perché non controllo quali mostre ci sono a Palazzo Reale e non ci faccio un salto?”

Così, da brava non-più-studentessa, ho festeggiato il mio metaforico “ultimo giorno di scuola” con una bella mostra di Leonardo da Vinci. Tutto quello che vi posso dire è che ne sono uscita strabiliata e che vale assolutamente la pena di andare. Perché?






- Innanzitutto, perché purtroppo il tempo a vostra disposizione è tutt'altro che infinito. La mostra, che ha aperto i suoi battenti ad aprile, chiuderà il 19 luglio. Siamo già a metà giugno. È proprio il caso di trovarsi una mezza giornata libera, non vi pare?


- L'opportunità di passare una classica sera estiva a contatto con Leonardo da Vinci è decisamente troppo allettante. Io ho colto un'opportunità e sono andata a visitare la mostra quando potevo, cioè alle tre del pomeriggio; tuttavia, se avete più tempo a disposizione e siete delle anime più romantiche, da giovedì a domenica la mostra rimane aperta addirittura fino a mezzanotte.


- Il prezzo è del tutto vantaggioso, considerato quello che vedrete. Ho sentito spesso persone lamentarsi dei biglietti delle Mostre a Palazzo Reale, dicendo che continuano ad aumentare. Purtroppo concordo che, di questi tempi, qualsiasi cosa sembra essersi inflazionata. È anche vero, però, che se spendiamo 15 euro o più per mangiare una pizza al ristorante, 10 euro al cinema solo perché è sabato sera e magari vogliamo anche i popcorn e 200 euro di meccanico quando foriamo una gomma e ce ne devono cambiare due (ahimé), 12 euro per stare a contatto due ore con le opere di Leonardo non ci sembrano più così assurdi, no?





- Collegato a questo, è necessario inoltre dire che è possibile avere un biglietto a 10 euro in più casi. Sono sicura che si possa avere la riduzione per gli under 26 (cosa della quale potrò approfittare ancora per poco più di tre mesi e poi basta, sigh.) Ricordo bene, però, di aver potuto avere un biglietto ridotto, in passato, tirando fuori il badge dell'Università. Studenti, fatevi avanti!


- La mostra è davvero grande. Non è un'esposizione da un'oretta, famosa più per il nome ed il prestigio dell'autore che per l'effettivo contenuto. Ci vogliono due ore buone per girarla con attenzione (tempo che aumenta se vi avvalete di una guida). Non è, dunque, una mostra “cattura-turisti”, ma è di grande valore.


- L'esposizione è suddivisa in dodici sezioni molto ben pensate. Le prime sei sono molto grandi e divise in sottosezioni, cosa che vi darà l'impressione di dover restare dentro la mostra tutto il giorno; tuttavia, le altre sei scorreranno molto più velocemente, facendovi tirare un sospiro di sollievo. Scherzi a parte, i temi di ogni sezione sono definiti in modo preciso, scelta che senz'altro vi aiuterà ad orientarvi.





- Ci sono ben 38 (non due, non cinque, neanche dieci, trentotto!) fogli del Codice Atlantico. Non so voi, ma per me è una grande emozione vedere quei fogli così enormi su cui Leonardo aveva disegnato con tanta precisione e scritto con quella sua scrittura al contrario. Sono una testimonianza del suo lavoro infaticabile e, senza dubbio, questo contribuisce a renderli più preziosi.


- Vi incuriosiscono le macchine futuristiche? Un paio di sezioni della mostra sono pieni di quelli che sono stati i sogni ed i progetti di Leonardo in tal senso. Troverete marchingegni volanti, strumenti per respirare sott'acqua, strani congegni agricoli. Impossibile reprimere una risata di fronte al disegno di un sommozzatore che tiene in bocca quella che sembra una pompa per gonfiare i materassini in spiaggia. Poi, però, ci si ricorda che si tratta di idee concepite tra il 1400 ed il 1500, e si smette di ridere.


- Siete dei classicisti impenitenti (come la sottoscritta)? Troverete pane per i vostri denti. Non saranno solo quadri e disegni dedicati ad Ercole ed a Leda ad entusiasmarvi. C'è anche una vera chicca: un codice di Tolomeo. Affrettatevi!






- Siete studenti di Medicina che devono preparare l'esame di Anatomia? I fogli con gli studi di Leonardo sul corpo umano sono il miglior ripasso possibile… e sono disegnati meglio di molti manuali odierni!


- Quanti di voi, nella loro vita, andranno a trovare la Regina Elisabetta a casa sua? Non so voi, ma io non ho in programma un té a Buckingham Palace, per il momento. Questa mostra ci dà un'opportunità irripetibile: espone, infatti, molti disegni che normalmente non sono al British Museum, ma sono “prestati da sua Maestà Elisabetta II” (testuali parole). Difficile che ci capiti di rivedere quelle opere, non vi pare?


- Last but not least: Leonardo è il più grande di tutti. Personalmente, il mio pittore preferito è Van Gogh, farei una fila infinita per Botticelli e mi appassionano le opere più curiose dell'arte contemporanea, ma perfino io, davanti ad una simile mostra, mi vedo costretta ad ammettere che si esce con la sensazione che Leonardo sia il miglior artista di sempre. Se non siete convinti, ripeto: ANDATE A VEDERE LA MOSTRA! (E portatevi un golfino per l'aria condizionata assassina.)





Sarei curiosissima di sentire il parere di altri visitatori della mostra ed appassionati di arte, quindi, come sempre, sentitevi liberi di lasciare un commento.

Grazie infinite a tutti coloro che hanno letto.
Al prossimo post :-)

lunedì 8 giugno 2015

10 MOTIVI PER LEGGERE "L'AMICA GENIALE"

Scrittrici nel cuore #2




Cari lettori,
proprio oggi ho terminato la lettura di “Storia della bambina perduta”, il quarto ed ultimo romanzo della saga “L'amica geniale”, scritta da Elena Ferrante per le Edizioni e/o.

Questa serie ha avuto, di recente, un grande successo, ed è stata molto discussa da giornali e trasmissioni culturali di ogni tipo. Tuttavia, per chi non la conoscesse, ne riassumo brevemente il contenuto. I quattro romanzi raccontano la storia di due donne, Raffaella (detta Lila/Lina) ed Elena (detta Lenù/Lenuccia), partendo dall'infanzia, passando da adolescenza, giovinezza e maturità, fino ad arrivare alla vecchiaia. La storia è narrata in prima persona da Elena, la più studiosa e diligente delle due: è attraverso di lei che conosciamo Lila, una donna dura e fragile allo stesso tempo, capace di imprevedibili colpi di genio così come di crisi profondissime. Entrambe le donne sono state bambine e ragazze in un rione malfamato alla periferia di Napoli, ed entrambe, a loro modo, tentano per tutta la vita di combattere con il clima di povertà ed ignoranza che le circonda.




Se dovessi dare un parere del tutto soggettivo su questi romanzi, direi che si tratta, senza dubbio, di una delle saghe più belle che io abbia mai letto. È un vero e proprio poema epico, anche se scritto in prosa, ed il lettore non può che sentirsi prima coinvolto e poi stravolto dalle vicende delle due eroine.


Tuttavia, so bene che le opinioni personali (soprattutto le meno autorevoli) non sono sufficienti per convincere un potenziale lettore a scegliere un libro invece di un altro. È per questo motivo che ho pensato di scrivere una sorta di decalogo: dieci motivi per cui non solo il primo, ma tutti e quattro i romanzi della serie della Ferrante sono una lettura irrinunciabile. Spero tanto che, una volta terminato questo post, qualcuno di voi avrà la curiosità di andare in biblioteca e di provare almeno a sfogliare il primo volume.







1) “L'amica geniale” è, in assoluto, una delle letture più femministe che mi sia capitato di fare. 

Il messaggio centrale del romanzo è: qualsiasi donna può sottrarsi alla società sessista nella quale le è malauguratamente capitato di vivere, se solo prende atto della sua condizione e fa uso delle sue risorse migliori.

Lila prende la strada dell'indipendenza, dell'imprenditoria, delle nuove tecnologie. Lenuccia punta tutto sullo studio, sulla cultura, sulla possibilità di poter scrivere e diffondere le sue idee. Entrambe, però, creano qualcosa di nuovo, che non sarebbe stato possibile senza il loro coraggio, e l'autrice non fa mai pensare che una soluzione sia migliore dell'altra. Non vi è una distinzione tra “donne di casa” e “donne in affari”, tra “intellettuali” ed “ignoranti”. Le figure femminili per le quali, invece, non si intravede mai speranza di vita migliore, sono quelle che si consegnano del tutto ad una figura maschile di riferimento.







2) “L'amica geniale” è un ritratto realistico dell'Italia e della sua storia. 

Attraverso gli occhi delle due protagoniste, che hanno origini umilissime e lottano per decenni per potersi affermare, il lettore vede molto da vicino una serie di avvenimenti che hanno riguardato il nostro Paese. C'è il fascismo, il clima di paura, la difficoltà ad uscire dagli strascichi di una lunghissima guerra; ci sono gli anni '50, la lenta ripresa, i primi segnali di benessere; ci sono gli anni '60, il boom economico ed un'Italia che continua drammaticamente ad essere spaccata in due; c'è il clima di lotta politica, che sfocia nel terrorismo, tra gli anni '70 ed '80; ci sono tutti i casi di corruzione relativi all'inizio degli anni '90; è presente, infine, la contemporaneità, con una “medietà piena di orrori” che forse fa ancora più paura. La storia reale si mescola con quella fantastica, in quanto molti di questi eventi riguardano personaggi del romanzo, spesso anche di primo piano. Leggere questa storia significa conoscere molto di più dell'Italia e poter immaginare come si siano sentiti coloro che hanno vissuto alcune tappe fondamentali del secolo scorso.







3) “L'amica geniale” è un romanzo prevalentemente al femminile che come “protagonista geografica” non ha scelto le solite e super-utilizzate New York, Londra, Parigi. 

Non si è nemmeno fatto tentare dalle seduzioni di Milano o dal fascino eterno di Roma. “L'amica geniale” pone al centro Napoli, una città considerata ricca di poesia e storia quasi quanto la Capitale, ma anche tristemente famosa per le sue storie di degrado e di delinquenza. Le due anime della città convivono e si intrecciano in ogni momento, perché perfino la distinzione tra il centro storico di Napoli, i quartieri aristocratici in riva al mare ed i rioni popolari è molto più sottile di quello che si potrebbe immaginare. La serie di Elena Ferrante è un atto d'amore per la città di Napoli, nell'accezione più vera del termine. Invece dell'infatuazione per l'idea di una città, come tante volte mi è capitato di leggere, l'autrice ci presenta il legame indissolubile con la propria terra, l'incapacità dei personaggi di allontanarsene anche se sarebbe il miglior gesto da compiere, la nostalgia che si prova perfino per i ricordi più squallidi che legano ad essa le protagoniste.






4) “L'amica geniale” è in grado, con pochissime frasi, di ribaltare completamente l'idea di bene e male che hanno la maggior parte delle persone. 

La stessa Lila è spesso definita “cattiva” da Lenuccia, ma l'accezione non sembra negativa, anzi, il lettore ha quasi l'impressione che si tratti di un complimento. La cosiddetta “bontà” di molti personaggi e, in modo particolare, di alcune figure maschili, si rivela una maschera inconsistente. L'idea è semplice ma efficace: nella realtà, i buoni ed i cattivi non esistono. Come l'autrice stessa scrive, “solo nei romanzi brutti la gente pensa sempre la cosa giusta, dice sempre la cosa giusta, ogni effetto ha la sua causa, ci sono quelli simpatici e quelli antipatici, quelli buoni e quelli cattivi, tutto alla fine ti consola” (“Storia della bambina perduta, pag.429). Le due eroine non sono certo sempre dei modelli da imitare, anzi, spesso fanno gesti che potrebbero essere considerati meschini, o, a volte, addirittura sciocchi e senza senso; non per questo, però, risultano meno amate dal lettore. Esse vengono, invece, ancor più comprese nella loro umanità.







5) “L'amica geniale” non glorifica la classe sociale degli intellettuali a discapito delle persone più semplici e meno colte. 

Le persone che hanno potuto studiare e farsi una cultura sono spesso viste dalla narratrice Lenuccia come un'ancora di salvezza, soprattutto durante le prime fasi della sua vita; dopo un primo momento, però, esse rivelano un'inaspettata ristrettezza di vedute, un certo snobismo ed una superficiale ostinazione sulle proprie posizioni. Al contrario, può succedere che personaggi del tutto incolti si rivelino molto sensibili ed intelligenti.







6) “L'amica geniale” è una serie nella quale, incredibile ma vero, Litterae dant panem

Nel corso dei romanzi vengono presentate molte figure di scrittori, editori, professori, e si parla diffusamente del loro lavoro e di come essi lo gestiscano. Si tratta di uno spunto consolante, vero? Per me lo è sicuramente.







7) “L'amica geniale” non pone mai un freno alle passioni, nemmeno a quelle più basse ed inverosimili. 

Non esiste un giudizio morale se non quello che danno alcuni personaggi subalterni, che finiscono sempre per essere messi in cattiva luce. Nessuna debolezza, nessun piccolo gesto opaco viene taciuto, e la narrazione leggera, quasi casuale, spinge il lettore ad accettare con serenità ogni singolo evento e persino a comprendere le motivazioni personali dei personaggi.






8) “L'amica geniale” presenta una vera rarità, qualcosa che a me non è capitato praticamente mai di leggere: un triangolo amoroso tra due donne ed un uomo nel quale è quest'ultimo ad apparire nella luce peggiore. 

È veramente curioso, specie per una lettrice che ha già terminato decine di romanzi rosa, come me, leggere di un simile intreccio senza percepire una reale rivalità tra le donne, senza vedere il solito (e ritrito) siparietto delle due ragazze che “lottano” per la conquista dell'uomo. Non svelo altro, ma vale davvero la pena di leggere.







9) “L'amica geniale” non fa un'accorata difesa della maternità e della famiglia. 

Al contrario, nel corso di quattro romanzi, l'autrice racconta senza alcuna remora di violenze domestiche, spose bambine, matrimoni a cui le donne sono costrette, unioni tra persone sposate, divorzi, madri crudeli con le figlie e relazioni iniziate e terminate in brevissimo tempo. Quello che però più colpisce non è l'intreccio degli avvenimenti, ma il messaggio che sembra provenire. L'impressione che si ha, infatti, è che la vera felicità arrivi proprio nel momento in cui ci si è liberati da ogni etichettatura, da ogni forma, e si può vivere con serenità la formula personale che è stata scelta.







10) “L'amica geniale” non idealizza, ma al tempo stesso glorifica l'amicizia. 

Lila e Lenuccia, ad una prima lettura, potrebbero non risultare propriamente amiche, almeno non nel senso tradizionale del termine. Il loro, infatti, è un rapporto di amore-odio, minato dai costanti manrovesci della sorte, insidiato da inevitabili gelosie, sempre sottoposto agli scherzi della vita e del tempo che passa. Eppure, le due, nonostante litigi ed allontanamenti, tendono sempre a cercarsi, con un'intensità quasi dolorosa, consapevoli, anche dopo decenni, che l'una non è niente senza l'altra. È per questo che io credo che la loro non sia un'amicizia, come dice Lenuccia; io ritengo, invece, che la loro sia l'amicizia, ovvero la migliore possibile nell'arco di una vita intera, e, in ogni senso, la più autentica.





Spero che questo decalogo sia stato utile ed interessante per chi non conosce i romanzi.

Allo stesso modo, spero che le mie opinioni possano essere condivise e discusse da altri lettori della Ferrante. Come sempre, se qualcuno ha qualche risposta da darmi o qualche opinione diversa dalla mia… fatevi avanti!

Grazie mille a tutti coloro che mi leggono. Al prossimo post :-)