lunedì 26 settembre 2016

LIEBSTER AWARD 2016 - PARTE 2





Cari lettori, 
come ben sapete, ho già dedicato questo post al Liebster Award, premiando 11 blog e ponendo loro alcune domande per conoscerli meglio.

Avendo però ricevuto di recente un'altra nomination, ho pensato di pubblicare un piccolo post di aggiornamento, nel quale risponderò alle domande che mi sono state fatte.
 



RINGRAZIARE CHI TI HA NOMINATA
 

Ringrazio moltissimo Pistacchi di carta, un blog nato da non molto, ma che promette davvero bene perché i post sono ben scritti, profondi e ricchi di spunti. 

Consiglio a tutti di andare a dare un'occhiata :-)
Grazie per aver creduto nel mio piccolo spazio e per la nomination!


 

RISPONDERE ALLE DOMANDE DEL BLOG CHE TI HA NOMINATA
 

Cosa rappresenta per te il tuo blog?

Il mio blog è innanzitutto un modo di mettermi in gioco in prima persona. Dopo anni di studi, avevo la sensazione che fosse giunto il momento di trasmettere qualcosa agli altri (cosa che ho cercato di fare, negli ultimi due anni e mezzo, anche con il lavoro). È poi un modo per condividere le mie passioni di una vita con altre persone ugualmente interessate.



Se potessi incontrare un autore chi sceglieresti?

Avrei detto Sveva Casati Modignani, ma l'ho già incontrata (ad una presentazione), oppure Valerio Massimo Manfredi, ma l'ho visto una volta (a teatro).
Un altro che però mi piacerebbe moltissimo incontrare è il maestro Andrea Camilleri.



Prendi in prestito i libri o devi averne per forza una tua copia?

Da anni sono un'assidua frequentatrice di biblioteche, per motivi di spazio in casa e costi. Non ho la fissazione di avere per forza una mia copia.



Come scegli i libri da leggere?

A volte mi “innamoro” di un autore.
Altre, invece, sono in cerca di un genere particolare.
Capita che abbia visto un bel film e vada in cerca del libro corrispondente.
Poi ci sono le volte in cui cerco qualcosa di impegnato ed altre in cui mi voglio un po' divertire.
Non c'è un unico criterio!



C'è un libro della tua infanzia che ha segnato particolarmente la tua vita da lettore?

Piccole donne. Visto che l'ho riletto 6 volte nei 5 anni di elementari…

Qui ne parlo un po'.


Se la tua vita fosse un libro quale sarebbe? 


Io credo che la mia vita (cioè quello di cui dispongo e gli obiettivi che vorrei raggiungere) sia un po' un mix tra Innamorarsi a New York di Melissa Hill e La compagna di scuola della Wickham/Kinsella. Parlo di questi due romanzi in questo post e spiego i motivi della mia scelta in questo



Qual è il tuo sogno nel cassetto?

Ampliare questo blog… ma non è un segreto!
E forse, un giorno, scrivere un romanzo, o anche solo una pubblicazione.
Ma si vedrà.



Ebook o cartaceo?

Sono un'amante del cartaceo, ma in questi giorni sto testando gli ebook per la prima volta e non mi dispiacciono affatto.



Qual è un libro dal quale non ti potresti mai separare?

I due su cui ho fatto le tesi (Elettra di Sofocle e Odyssey di Armitage).
E poi Casa di bambola di Ibsen.



Come pensi si possa diffondere l'amore per la lettura?



Ci sono tanti modi, da quello più classico della lettura ai bambini (nel corso della mia esperienza come maestra per i più piccoli l'ho sperimentato con successo) fino agli eventi culturali ormai disseminati per l'Italia.
Oserei sperare che anche questo blog sia una buona idea in quel senso.



Con che criterio è ordinata la tua libreria? (Ordine alfabetico, per colore, per editore, ecc) 

 
Per genere. I classici da una parte, i romanzi rosa dall'altra, i gialli da un'altra ancora…




Ecco dunque una breve seconda parte del Liebster Award. Sono stata felicissima di essere stata nuovamente nominata!
Come sempre, grazie per la lettura e...al prossimo post :-)






venerdì 16 settembre 2016

TAG: STRANGER THINGS

Cari lettori,
oggi vi propongo un booktag per il quale sono stata nominata dalla mia amica Ariel (langolodiariel.blogspot.it ).

Le risposte, come nei precedenti TAG, sono a tema libri.

Ecco la mia personalissima versione!!



EPIC INTRO: Un libro che ti ha catturato fin dalla prima pagina



Non posso non cominciare questo TAG con l'irresistibile romanzo “Biglietto, signorina!” di Andrea Vitali. 

Siamo nel 1949 a Bellano, paese lacustre del Nord Italia. L'apparente tranquillità del luogo viene sconvolta dall'arrivo di una ragazza straniera, in grado però di parlare (malamente) l'italiano, che viene portata in questura perché trovata senza il biglietto del treno su cui si trovava, nonché senza documenti. 
Ai carabinieri ella ripete di star cercando un certo “Dottor Nonimporta”, ovviamente pseudonimo di un tizio che le ha promesso una nuova vita. Quest'ultimo è il vicesindaco di Bellano, che è in piena campagna elettorale, perché quel “vice” non gli va proprio giù. 
 
L'arrivo della ragazza è solo l'inizio di una sconclusionata vicenda di paese, nel corso della quale verranno alla luce misteri, pettegolezzi, segreti e truffe.

Mi sto sempre più appassionando ai romanzi di Andrea Vitali, autore colto, arguto e dalla prosa piena di suspence.




DUNGEONS AND DRAGON: Un mondo fantastico che ti piacerebbe visitare



Fin troppo facile parlare di Harry Potter! L'universo creato dalla Rowling mi ha sempre stregato. 
 
Che dire dell'idea di studiare per anni in un meraviglioso castello imparando Incantesimi?
Di attraversare un lago su un Ippogrifo?
Di mangiare rane fatte di cioccolato che saltano?
Di visitare un reparto proibito di una biblioteca in piena notte con un mantello dell'invisibilità?
E soprattutto… di fuggire da una banca a cavallo di un drago mezzo cieco?

Scene preferite di romanzi e film a parte, il mondo di Harry Potter è davvero un sogno ad occhi aperti. Anche nei momenti più bui.


SQUAD GOALS: il tuo gruppo di amici preferiti



Questo romanzo di Marco Malvaldi, "La briscola in cinque", è solo il primo della serie cosiddetta dei "Gialli del BarLume".

Questa storia, così come le successive, è infatti ambientata in una tipica località di mare della Toscana, il cui cuore è costituito dal bar della pineta, gestito da Massimo Viviani, barista che, all'occasione, si ritrova a dover indagare.

In quest'impresa, però, egli non si ritrova da solo, anzi: è accompagnato da quattro figure di primissimo piano, cioè suo nonno Ampelio ed i suoi amici Pilade, Aldo e Gino.
Questi quattro simpatici vecchietti occupano il bar tutto il giorno, giocano a carte, leggono i giornali accompagnandoli con commenti coloriti e, ovviamente, non fanno altro che ficcare il naso nell'operato della polizia.

Credetemi: i pensionati del BarLume sono un vero spasso!





ABC'S & CHRISTMAS LIGHTS: Un personaggio mentalmente instabile


 

Leggendo questo particolare romanzo, “Nel giardino dell'orco”, abbiamo a che fare con una protagonista, Adèle, che potrebbe benissimo incarnare la borghesia francese. Ha una carriera, una famiglia, una serie di lussuose abitudini.

Tutto questo, però, rischia di essere compromesso da un dettaglio: Adèle prova una irrefrenabile passione per qualsiasi sconosciuto. Le continue avventure la fanno sentire viva e le causano un senso di assuefazione del quale le è sempre più difficile privarsi. Nella sua mente c'è una metà di se stessa “viva” (quella che tradisce) ed una metà “morta” (quella della sua vita apparentemente perfetta).

Non avevo mai letto un romanzo che parlasse di un simile disturbo, ma devo confessare che sono rimasta piacevolmente sorpresa dallo stile diretto e sincero della giovane autrice, che racconta ma non giudica, guidando il lettore nell'universo ribaltato di Adèle. Ve lo consiglio!




THE UPSIDE DOWN: un libro completamente differente rispetto alle tue aspettative



S-consiglio letterario: “Il profumo del tè e dell'amore”, di Fiona Neill. 

A giudicare dalla quarta di copertina, potrebbe sembrare una versione più romantica ed esotica di “Piccole bugie tra amici”, ovvero il racconto ironico della vacanza di un gruppo di amici adulti insieme a compagni e figli.

Ebbene, non immaginatevi scenari da sogno, tramonti romantici e una maturazione dei personaggi attraverso il viaggio, come ho fatto io.

Non troverete altro che una serie di adulti capricciosi: una serie infinita di recriminazioni infantili, di natura sentimentale, economica, lavorativa, familiare e, sì, anche sessuale (dopo questo libro, caccerete via a male parole chiunque pronunci la parola “vasectomia”).


Il mio giudizio su questo libro è lo stesso del figlio adolescente di uno dei protagonisti, il quale, guardando i genitori, si esprime più o meno così: “Meno male che ormai sono cresciuto, altrimenti guardare cosa combinano questi qua mi avrebbe inibito per sempre”.
Che delusione!



MAD SCIENTISTS: un distopico con il governo peggiore





Banale ma inevitabile.
Credo che non ci sia niente di più agghiacciante del mondo creato da Suzanne Collins. Personalmente ho visto il film prima di leggere il libro, e devo dire che sono rimasta parecchio colpita davanti alla scena della mietitura (cioè il momento in cui alcuni ragazzi vengono selezionati per gli Hunger Games).

Per non parlare dell'ingresso nell'Arena!!
Vedere dei diciottenni forsennati che accoltellavano dei poveri undicenni indifesi senza un motivo reale mi ha lasciato un po' sconvolta, sinceramente.




DEMOGORDON: una creatura che non vorresti mai veder uscire dal muro di casa tua




Ok.
Devo ammettere che gli zombie mi fanno un po' senso, e non riuscirei mai a vedere una stagione intera di The walking dead come tanti miei coetanei.
Di conseguenza… uno innamorato di me, che mi segue ovunque io vada?!?
Si salvi chi può!!




CLIFFANGER ENDING: un libro con un finale mozzafiato



Lettura un po' datata e “recuperata” quest'estate, della quale sono assolutamente soddisfatta.

Per l'egittologo William Blake, il protagonista di questa storia, la vita sembra essere diventata proprio amara: ha perduto moglie e lavoro, e per di più con il Natale alle porte. 
Una notte, però, viene convinto da due misteriosi soggetti a partire per un'avventura in Medio Oriente, dove, in un deserto lontanissimo dalle piramidi di Cheope, è stata rinvenuta quella che sembra proprio la tomba di un faraone.

Ma chi è questo misterioso personaggio? E quali segreti porta con sé la sua sepoltura?

Mentre William si fa queste domande, il conflitto tra israeliani e palestinesi in Medio Oriente diventa sempre più aspro ed egli si ritrova al centro di una vera e propria polveriera.

I colpi di scena non mancano, ma le ultime trenta pagine sono un vero fuoco d'artificio. Da leggere!





Mentre pensavo alle mie risposte per questo TAG, mi sono accorta che ho dato molto spazio alle mie letture estive.

Voi che ne dite? C'è qualche libro che avete letto in vacanza che si presterebbe bene ad una delle domande di questo questionario?

Nel caso qualcuno di voi abbia già fatto questo TAG, mi lasci pure il link nei commenti… andrò di sicuro a dare un'occhiata!

Come sempre, grazie ed al prossimo post :-)





sabato 10 settembre 2016

PIRANDELLO PRIMA DEL TEATRO

I temi teatrali tra le poesie dell'autore

 Letteratura italiana #2




 
Cari lettori,

per il settore “L'angolo della poesia”, oggi vorrei parlarvi di un autore notissimo a tutti, Luigi Pirandello.

Non ho però intenzione di parlarvi delle sue opere di teatro, note ormai a quasi tutti, bensì delle sue poesie, poco note, ma non per questo meritevoli di essere messe in secondo piano.




Come diverse ricerche in campo letterario hanno ormai ampiamente dimostrato, la composizione di poesie non è affatto un aspetto secondario della produzione pirandelliana.


L'autore, infatti, si ritiene in primis un poeta, almeno fino all'incontro con Capuana. Come poi sappiamo, egli scriverà le sue opere più note e significative nei campi del romanzo e del teatro. Ed è proprio su quest'ultimo aspetto che è necessario soffermarsi.

Infatti, se Pirandello, quando compone le sue raccolte poetiche, è ancora ignaro del suo futuro successo come autore di teatro, è però già innegabilmente attratto da queste tematiche.




Per quanto si sia ancora lontani dall'interesse che il nostro autore riserverà poi al sistema teatrale, avvicinandosi al concetto di regia, di personaggio e di ruolo, anche un'analisi delle liriche può essere utile per comprendere come egli si ponga nei confronti di alcune questioni.
 

Ecco quali sono, a mio parere, gli importanti argomenti a tema “teatro” di cui Pirandello inizia già a parlare… molto prima di occuparsi di drammaturgia!!





LA “COMMEDIA UMANA” NELLA CITTÀ DI ROMA



Roma, città d'adozione di Pirandello, non è certo però uno dei suoi primi, immediati amori. Egli, infatti, al suo arrivo a Roma, si trova sconcertato, perché si sarebbe aspettato di trovare una città ancora gloriosa, come quella di epoca classica. 

Egli trova, invece, non solo una serie di rovine ormai inutili che hanno fatto posto a costruzioni mediocri, ma anche e soprattutto una civiltà corrotta. Ciò che più stupisce e delude il nostro autore è il fatto che gli individui pensino esclusivamente alle loro piccole - e probabilmente futili- preoccupazioni quotidiane, senza riservare alcun interesse per la città in cui vivono. I cittadini romani sono per lui dei nani, nel senso che la statura della loro anima è minuscola.


Ecco alcuni versi in cui esprime la rabbia e l'insoddisfazione nei confronti del luogo in cui si trova:



Co 'l pomeriggio le sue ferree porte

apre il giardino, e la comedia vana,

sotto le vostre nude rame torte,

d'una folla, che a voi par di certo nana,

torna a svolgersi, piena di languore

e di menzogne- umana, umana, umana!”

(Mal giocondo, sezione Romanzi, XI, vv. 10-15.)




Elemento fondamentale per lo svolgimento di questa “commedia umana” è la folla, della quale Pirandello parla ampiamente:



Ecco la folla. […]

quale strano spettacolo a lo stanco

di rimirar, non sazio, occhio offerite

così male accozzate in largo branco.

Oh viaggio curioso de le vite

sciocche d'innumerabili mortali!

Oh per le vie de la città spedite,



che retata di drammi originali!...”

(Mal giocondo, sezione Triste, II, vv.1, 10-16.)




Qualche volta, invece, Pirandello sembra più sereno, e prova ad immaginare come gli piacerebbe vedere tutta quella gente:




Vorrei veder bandiere a ogni balcone,

e de i monelli udir l'allegro coro

tra un animato andare di persone,

e per le vie, che d'una luce d'oro

l'ultimo raggio del tramonto avviva,

udir le genti a conversar tra loro:

calda su i labbri la parola e viva

sì come fiamma, e un romorio confuso,

una voce continua giuliva

correre la città, dismesso l'uso

del giornaliero traffico, e l'usato

modo di vita da ogni gente escluso,



per folle entusiasmo irrefrenato.”

(Mal giocondo, sezione Momentanee, XVI, vv. 1-13.)




In ogni caso, egli è già un ottimo osservatore della realtà, qualità che gli tornerà utilissima nelle sue opere teatrali.






LA MASCHERA




Un altro concetto di fondamentale importanza ai fini di una ricerca sulle tematiche teatrali in Pirandello lirico è l'idea che l'autore ha della maschera , intesa non solo come oggetto fisico, ma anche, più propriamente, come un'altra tipica condizione che caratterizza la “commedia umana” alla quale egli assiste e dalla quale vorrebbe estraniarsi, magari proprio gettandola via:



Ora, a voi: getto quanto mi rimane

in sen d'affetti: amore, odî, speranze,

desiderî, virtù, vizî,, ogni cosa,

e il vile ossequio che prestai per tanto

tempo a le vostre leggi! A voi: Dal viso

la maschera, or compunta or gioviale,

mi strappo: - e ve l'avvento: La portai

già troppo: e sol con essa vi baciai...

Raccattatela or voi – vi farà ancora

un benevolo ed ultimo sorriso

e vi dirà: «Buon dì, cari fratelli;

Dio vi conservi lungamente sani».”

(Mal giocondo, sezione Triste, VIII, vv. 35-46.)




Nel trattare il concetto di maschera, l'autore inserisce già degli indizi di alcune critiche al mondo del teatro, che rende poi esplicite nel momento in cui inizia a scrivere drammi. L'idea di Pirandello che non ci sia differenza tra il teatro e la vita, perché, in entrambi i casi, le persone indossano delle maschere, nasce qui.


Nelle poesie e poi nelle opere teatrali dell'autore, infatti, vengono messe in luce quelle maschere che le persone si impongono nel presente, che rendono gli esseri viventi gli oggetti di una farsa assurda, molto più vicina alla morte che alla vita.





ATTORI DI STRADA E BUFFONI



Nelle sue composizioni liriche, Pirandello non ha ancora una specifica attenzione per il mestiere dell'attore, inteso come professionista del teatro. 
In alcune delle sue Poesie varie, però, si può notare una prima attrazione nei confronti degli artisti di strada, dei pagliacci, dei saltimbanchi, che comunque, in un modo tutto loro, si prestano alla mimesi della realtà. 
In una lirica, I saltimbanchi, egli presenta l'arrivo in città di una compagnia itinerante:




Bum! Bum! Bum! Fuori ragazzi!

Ecco in piazza i saltimbanchi!

Spiccan salti, lancian lazzi;

vien dal rider male ai fianchi.



Bum! Bum! Tuona la grancassa,

la trombetta rauca strepe.

Ecco, fermasi chi passa,

altri accorrono e fan siepe.”

(Poesie varie, I saltimbanchi, vv. 1-8.)




In questi versi, è forte il contrasto tra la difficile vita che i saltimbanchi devono condurre e l'allegria che essi invece dimostrano nei loro spettacoli:




Questa banda pel paese

già da un mese in giro va,

con la fame ell'è alle prese

ma com'andar via non sa.”

(Poesie varie, I saltimbanchi, vv. 29-32)







"CONVERSANDO", LA VITA COME UNO SPETTACOLO



In Conversando, una sua breve lirica, Pirandello immagina di osservare il mondo e l'esistenza con l'occhio critico dello spettatore, come se si trovasse davanti ad uno spettacolo. 
Egli si rivolge ad un interlocutore, che chiama dottore (potrebbe essere un riferimento alla nascita della figura dello psicanalista, avvenuta proprio in quegli anni) e che ha un parere opposto al suo, in quanto ritiene che la vita sia da elogiare:




Dunque la vita in fondo

stimate da lodare,

la macchina del mondo

ben congegnata, dottor mio, vi pare.”
 



Il poeta, in realtà, è scettico, e contesta il parere del dottore, anche se, in un primo momento, sembra quasi dargli ragione:




Sì, sì, non dico... Oh, specie certe scene

son fatte proprio bene.

Ho assistito a mirabili tramonti,

a incantevoli aurore,

rider queste dai monti,

quelli infoscarsi ai limiti del mare.”




Ma, subito dopo, arriva il giudizio su questo spettacolo, che non può che essere intriso di rassegnazione e pessimismo:




E che sbalzi di cuore!

Anzi talvolta quasi m'è venuto

di battere le mani.

Poi mi son trattenuto.

Sarà lo stesso, su per giù, dimani.

Questo il difetto, a parer mio, dottore:

poca varïetà...sempre le stesse

cose... - e s'annoja alfin lo spettatore.”




Il primo istinto dell'autore, quello che gli suggerisce il cuore, sarebbe quello di applaudire di fronte allo spettacolo della natura e del mondo, ma è come se la sua razionalità lo trattenesse, perché egli, in fondo, è consapevole che si tratta delle medesime scene che vengono rappresentate ogni giorno. A questo punto, dunque, subentra nel poeta – spettatore la noia per essere costretti a vivere una vita che si rivela essere uno spettacolo così poco vario.

Che sia nato qui il proverbiale pessimismo di Pirandello?





Spero che questo viaggio all'interno dell'universo di Luigi Pirandello poeta vi sia piaciuto. Ora tocca a voi!

Conoscevate queste liriche? Le avete apprezzate?

Vi piace il teatro di Pirandello?

Ditemi pure quel che ne pensate!

Grazie della lettura ed al prossimo post :-)