lunedì 11 dicembre 2017

CHRISTMAS COUNTDOWN 2017 #2 : FILM PER LE FESTE: CONSIGLI IN ROSA DISNEY EDITION



...mancano 2 settimane a Natale!


Cari lettori,
bentrovati al secondo appuntamento con il “Christmas countdown 2017”!

Se lunedì scorso abbiamo parlato di "Natale&libri", oggi ho scelto di raccontarvi qualcosa a proposito di “Natale&cinema”, e quale momento migliore delle festività per parlare dei classici Disney? Non ditemi che nessuno di voi non ha mai trascorso le serate tra Natale e Capodanno a rivedere i cartoni animati della propria infanzia!


Come ben sapete, mi piace dare un discreto spazio sul blog all’universo femminile, ed ho già dedicato un post alle eroine più spontanee e simpatiche appartenenti all’universo dei romanzi rosa.
Mi è però venuto in mente che, pur avendovi proposto, tempo addietro, un booktag a tema "Principesse Disney", non vi ho mai detto quali siano le mie preferite.


Essendo un’avida lettrice di altri blog (vi osservo, eh!) mi è capitato di imbattermi in alcune analisi interessanti sulle figure delle principesse Disney e sul modo in cui esse siano cresciute e si siano evolute insieme al loro pubblico femminile.


In particolare, i critici distinguono quattro importanti terzetti di principesse, appartenenti ad altrettante epoche storiche.

Le prime tre principesse, ovvero Biancaneve, Cenerentola ed Aurora, incarnano un modello di donna classico ma ormai appartenente ad altri tempi: hanno un carattere (fin troppo) dolce, sono brave nei lavori casalinghi, sognano il loro principe.

Il secondo terzetto è composto da Ariel, Belle e Jasmine, tre ragazze tanto romantiche quanto curiose e predisposte all’avventura.

Il terzo gruppo è costituito da Mulan, Pocahontas e Tiana, vere e proprie eroine della loro storia, dalle cui decisioni dipende, per la prima volta, l’andamento della narrazione.
Infine le principesse di più recente creazione, ovvero Rapunzel, Merida ed il duo di sorelle Anna ed Elsa, sono l’emblema della giovane donna contemporanea: non esistono più regole fisse per loro, come, per esempio, il coronamento di un sogno d’amore, ma ognuna di loro si crea la sua felicità come meglio preferisce.


Ho scelto le mie cinque eroine preferite attingendo da tutte le quattro categorie di cui vi ho parlato. Non è stato facile, dal momento che adoro i classici Disney, ma alla fine ho preferito parlarvi di queste…




Aurora – La bella addormentata nel bosco (1959)



La storia della piccola condannata da un terribile maleficio in culla e poi “adottata” dalle tre fate buone mi è sempre piaciuta molto.

Ho sentito molti critici e blogger lamentare il fatto che ad Aurora, pur essendo la protagonista, vengano affidate poche battute, e che il suo personaggio non sia particolarmente caratterizzato.
Io invece credo che la gentilezza, la bontà, l’onestà della protagonista siano molto ben descritte, anche se spesso in modo breve ed attraverso le parole degli altri. Nelle pellicole più riuscite, infatti, bastano poche parole, oppure dei gesti al momento giusto, per far capire molto di un personaggio.

La qualità che ammiro di più in Aurora è sicuramente la pazienza. Le tre fatine, infatti, sono buone e dolci quanto vogliamo, ma è innegabile che soffochino la ragazza con le loro premure e che spesso le insegnino a vedere pericoli in ogni dove. I loro continui battibecchi, poi, sono divertenti per lo spettatore, ma, al di fuori di un cartone animato, farebbero venire il mal di testa a chiunque.
Mi piace anche il fatto che Aurora sia la primissima eroina Disney che, incredibile!, tenta di rifiutare il principe a cui è stata promessa preferendogli Filippo, il ragazzo che ha incontrato nei boschi. Il fatto che poi i due siano la stessa persona ci fa chiaramente capire che siamo davanti ad una favola.



Belle – La bella e la bestia (1991)



Il primo motivo per cui Belle mi piace così tanto è il fatto che sia un’intellettuale ante litteram: la vita piccolo-borghese dei suoi concittadini non le interessa e preferisce trascorrere le giornate in libreria a scegliere nuovi romanzi da leggere (senza guardare dove va). Per questo motivo è additata come una ragazza tanto bella e gentile quanto stravagante. Anche suo padre viene discriminato a causa della sua passione per la scienza e delle sue strane invenzioni.
Una qualità che ugualmente apprezzo, accanto alla sua sete di sapere, è la capacità di pensare con la propria testa: ella non si fa spaventare dai giudizi altrui, non è interessata a Gaston (il belloccio del paese che cerca rozzamente di conquistarla) e difende il padre dalle prese in giro.


Si parla spesso de La bella e la bestia come di una storia che esalta la bellezza interiore a discapito di quella esteriore, e questo è certamente vero.
Io credo, però, che questo classico Disney sia anche e soprattutto un vero e proprio manifesto contro l’ignoranza di qualsiasi genere.

Sono sicuramente ignoranti i compaesani di Belle, che rifiutano a prescindere e guardano con sufficienza tutti coloro che svolgono un’attività (come la ragazza ed il padre) che loro non sono in grado di comprendere; è terribilmente ignorante Gaston, che pensa di essere il migliore per le sue abilità nella caccia e nella rissa, ma è soltanto un pericoloso sbruffone; sono ancora più ignoranti i suoi tirapiedi, che non ci pensano due volte a seguirlo passivamente e ad attaccare la Bestia, rea di essere soltanto qualcosa che loro non conoscono.

In questo senso Belle, supportata dall’amore della Bestia ed aiutata dal padre e dagli stravaganti amici del Castello, è una vera e propria eroina che porta con sé la luce del sapere e della verità.



Mulan (1998)



La protagonista di questo straordinario classico Disney non è appartenente ad una famiglia reale, ma è stata inserita nel gruppo delle principesse per i meriti che ella si è conquistata sul campo.

La giovane Mulan, all’inizio della pellicola, non è per niente sicura di quale sarà la sua strada. È la prima eroina Disney a trovarsi in una reale crisi di identità: ella si sente diversa dalle sue coetanee e sente di non essere portata per quello che ci si aspetterebbe da lei.

La sua decisione di travestirsi da uomo e di andare in guerra contro gli Unni sembra essere presa d’impulso, nell’intento di salvare l’anziano e malato padre. Il legame di Mulan con la famiglia ed il desiderio di non deludere i genitori sono sicuramente degli elementi importanti, ma, secondo me, gioca un ruolo fondamentale anche il fatto che ella intraveda di fronte a sé la possibilità di un destino diverso.

Se Mulan avesse infatti soltanto voluto sostituirsi al padre, sarebbe stata sicuramente una presenza invisibile (o quasi) nell’esercito. Ella, invece, si impegna, si fa notare con la sua imbranataggine, e, quando il capitano delle guardie la caccia via perché la reputa una recluta troppo scarsa, ella ritorna e gli dimostra che si sbaglia.

Il perché di questo suo comportamento si ricollega a ciò di cui abbiamo parlato all’inizio: Mulan ha finalmente trovato qualcosa che le dà la possibilità di avere un posto nel mondo e di fare qualcosa di utile per se stessa e per gli altri.
Aiutata da un trio di improbabili amici, dal draghetto Mushu (doppiato da un Enrico Papi al top della forma), dal suo inseparabile cavallo e da un grillo decisamente fortunato, la nostra “eroina per caso” riuscirà ad entrare nella storia e nella leggenda.



Tiana – La principessa e il ranocchio (2009)



Questo classico Disney, ambientato in Louisiana tra musica e ristoranti, ha lo straordinario merito di aver introdotto dei personaggi davvero al di fuori degli stereotipi.
L’aspetto che mi ha più colpito è la rappresentazione dell’eroe maschile, il Principe Naveen, trasformato in ranocchio da un malvagio mago voodoo.
Scordatevi l’intrepido Filippo che affronta foreste di rovi e draghi per la sua Aurora, o il capitano delle guardie di Mulan che darebbe la vita per i suoi soldati.
Naveen è un simpatico mascalzone che non combina nulla tutto il giorno ed è in rotta con i genitori, che gli hanno comprensibilmente tagliato i fondi.

Considerata la natura di Tiana, l’eroina, è facile immaginare che l’incontro tra i due sia un vero e proprio scontro.
La nostra protagonista, infatti, non potrebbe essere più volitiva e determinata: orfana di padre, sogna di coronare il desiderio del genitore scomparso, ovvero quello di aprire un ristorante. Giorno dopo giorno, ella si destreggia tra lavori e lavoretti per poter racimolare la somma necessaria, e non si arrende davanti ai ripetuti rifiuti ed alle prese in giro.
Nel momento in cui il bacio del principe-ranocchio Naveen la tramuta in una rana, per lei ha inizio un’inaspettata e straordinaria avventura, alla ricerca di quelli che sono i suoi veri desideri.


La principessa e il ranocchio insegna a prendere le proprie decisioni con testa e cuore insieme, senza eccedere né in idealismo né in romanticismo.
Inoltre, la storia di Tiana, ragazza povera di periferia che insegue il sogno di essere una piccola imprenditrice, è un bell’esempio al femminile di riscatto sociale, forse il primo della Disney.



Merida – Ribelle (2012)



Concludiamo questa carrellata di eroine Disney con la principessa contemporanea che mi somiglia decisamente di più, e non solo per i capelli (per chi non mi conosce di persona: sì, ho la chioma di Merida, solo un po’ più corta e color castano chiaro).


Siamo nel V secolo e la giovane erede al trono di Scozia ha un padre che adora (sentimento ricambiato), una madre con cui cerca di non litigare e tre fratellini ai quali sembra essere concesso tutto.

La tradizione del suo regno prevede che ella si sposi con uno degli eredi dei tre clan amici, ma Merida non ha la minima intenzione di permettere che qualcun altro (ovvero sua madre) decida del suo futuro. Il litigio delle due donne spinge la ragazza, disperata, a rivolgersi ad una fattucchiera affinché la madre cambi idea. L’incantesimo della strega, però, avrà effetti davvero imprevisti…


Ribelle è una storia di principesse assolutamente originale e diversa da tutte le altre. L’elemento “amore” è tutto tranne che tradizionale: non c’è nessun eroe a fianco della protagonista, nessun matrimonio a parte quello che si tenta di imporre e nessun abbandono della famiglia d’origine a favore di una nuova vita.

Al contrario, la grande impresa di Merida è quella di riscoprire e di vedere sotto un’altra luce i legami familiari.
Ella, infatti, complici i suoi hobbies e le sue abitudini, si è sentita per anni in sintonia con il padre, trascurando però la parte femminile di sé e della sua famiglia. Il conflitto con la madre le insegnerà che gli strappi causati dall’orgoglio si possono riparare, che finora non aveva visto parte della sua famiglia nella giusta luce e, soprattutto, che a volte capita proprio di doversi prendere cura dei propri genitori.

La conquista dell’indipendenza, dunque, si può raggiungere solo dopo aver compreso a fondo le proprie radici.




Attendo i vostri pareri! Quali sono le vostre eroine Disney preferite?
Che cosa vi piace di loro? Fatemi sapere!
Grazie per la lettura. Al prossimo post

giovedì 7 dicembre 2017

CINEFORUM AUTUNNO INOLTRATO 2017

Recensione dei film che ho visto



Cari lettori,
oggi, per i nostri “Consigli cinematografici”, vi parlo nuovamente dei film visti presso il Cinecircolo Robert Bresson in questo periodo.

Come raccontavo in questo post, dedicato ai film visti nel corso della prima parte dell’autunno, è da qualche anno che mi capita, tutte le volte che posso, di frequentare questo valido cinecircolo, che presenta sempre una stagione interessante.

La prima tranche di film visti mi aveva lasciato piuttosto soddisfatta, questa mi è piaciuta ancora di più!
Ecco le mie recensioni!



TUTTO QUELLO CHE VUOI, di Francesco Bruni



Il protagonista di questo film è Alessandro, ragazzo di 22 anni che abita a Trastevere, non ha mai finito la scuola, si rifiuta di lavorare con il padre e non fa che perdere tempo con i suoi tre migliori amici.

Quando viene trovato a spacciare dalla polizia, egli si vede costretto a scegliere tra una punizione esemplare ed un lavoro come badante da un anziano signore.
È così che egli conosce Giorgio, un uomo che in vita è stato letterato e poeta di grande fama, ma che, ormai ottantacinquenne, è solo un vedovo malato di alzheimer.

I due imparano a conoscersi nel corso di una serie di passeggiate pomeridiane. Alessandro trova strano quell’elegante signore che ogni tanto inizia a raccontare storie di guerra o di poesia, e che alcuni giorni è così confuso da non ricordare nemmeno il suo nome, ma, a poco a poco, finisce per affezionarsi a lui.

Giorgio, però, custodisce un segreto, nascosto tra le sue poesie e le sue confuse memorie, che potrebbe rivelarsi la fortuna di Alessandro e dei suoi amici.


Questa è, finora, la mia pellicola preferita tra quelle viste in questa stagione al cinecircolo. La storia raccontata è di rara delicatezza, il tema della malattia mentale è trattato con sorprendente leggerezza e non mancano né serietà né divertimento.
Semplicemente strepitoso Giuliano Montaldo, che crea un personaggio davvero indimenticabile. Niente di negativo da dire.


Valutazione: cinque stelle



LE COSE CHE VERRANNO, di Mia Hansen-Løve



Una professoressa di filosofia cinquantenne, Nathalie, si divide abbastanza serenamente tra lavoro e famiglia.

All’improvviso, però, tutto sembra crollare: scioperi e disordini rendono caotica la sua scuola; la madre, da sempre sola, inizia a pretendere attenzioni continue, dandole non poche preoccupazioni; la casa editrice con la quale collabora non le rinnova il contratto per un nuovo manuale; il marito, infine, la tradisce e la lascia.

Confusa e depressa, Nathalie si rifugia in un’amicizia piuttosto ambigua con un suo ex alunno, che a sua volta si occupa di filosofia.
La ritrovata libertà la spiazzerà, ma le darà anche la forza di ripensare a se stessa come persona indipendente, al di là di tutti i suoi ruoli.


Questa commedia è gradevole, a tratti amara, ma anche intelligente ed arguta. Interessanti i continui richiami alla filosofia, specie a quella contemporanea, che è uno dei temi centrali della pellicola e che sembra essere la chiave di lettura per ogni piccolo o grande dramma quotidiano.


Valutazione: quattro stelle



AMORE E INGANNI, di With Stillman



Questa bellissima commedia in costume è ambientata in Inghilterra, alla fine del 1700.

La protagonista della storia è Lady Susan, una donna appena rimasta vedova e costretta a trasferirsi, insieme alla figlia Frederica, in un paesino di campagna, Churchill, nel quale risiedono i parenti del marito defunto.

Lady Susan non è amata dai cognati, poiché ama la vita sregolata, non si è mai curata del marito e lo ha tradito più volte, ma riesce comunque a restare a Churchill perché ha una figlia ancora adolescente. Ella ha un piano: con l’aiuto di un’amica americana che vive ancora a Londra, vorrebbe riuscire a far sposare Frederica con Sir James Martin, un ricco quanto sciocco giovanotto.

Mentre è a Churchill, inoltre, ella accetta il corteggiamento del giovane Reginald, fratello di sua cognata, creando un ulteriore scandalo.


Tratto da un romanzo epistolare postumo di Jane Austen, Amore e inganni ha per protagonista una donna molto lontana dall’amatissima Elizabeth Bennett e dalle sorelle di Ragione e sentimento. Lady Susan è un personaggio incredibilmente negativo, che manipola chiunque per i propri scopi e riesce sempre ad ottenere quello che vuole.

Con la creazione di questa figura femminile, Jane Austen voleva chiaramente denunciare lo stato di disperazione ed ansia nel quale spesso si trovavano le zitelle e le vedove del suo tempo, costrette, senza un uomo e con poche possibilità di lavorare, a vivere di compromessi, di ospitalità altrui e di sotterfugi.


Valutazione: quattro stelle e mezza



QUELLO CHE SO DI LEI, di Martin Provost



Claire, una donna di quasi cinquant’anni, conduce un’esistenza piuttosto monotona e solitaria. Ha un figlio universitario ormai indipendente ed un lavoro come ostetrica che ama, anche se purtroppo il reparto maternità del suo ospedale sta per chiudere.

Un giorno riceve una telefonata inaspettata da una donna che aveva da tempo cercato di dimenticare: si tratta di Béatrice, un’amante del suo ormai defunto padre.
Ella è malata, si sente sola e cerca l’appoggio di quella che lei, in qualche modo, considera una figliastra.

Le due donne non vanno subito d’accordo: tanto Claire è seria, composta e morigerata, quanto Béatrice fatica a rinunciare ai vizi ed ai piaceri della vita.
Attraverso la reciproca conoscenza, però, la prima imparerà a sorridere di più e la seconda si sentirà a casa per la prima volta nella sua vita.


Una storia drammatica, delicata, forse un po’ lunga ma sempre ben raccontata.
Sullo sfondo di una Parigi primaverile dal cielo grigio e dai tanti fiori colorati, due figure femminili molto diverse tra loro riescono a fare un bilancio della loro vita ed a imprimerle una svolta. Ottima l’interpretazione delle due attrici protagoniste, Catherine Frot e Catherine Deneuve.


Valutazione: quattro stelle



LOVING, di Jeff Nichols



Siamo nel 1959, in Virginia. Richard Loving, un contadino e muratore di pelle bianca, chiede la mano di Mildred, la sua fidanzata, una ragazza di colore. I due si recano in segreto a Washington e si sposano, ma l’unione non è valida nel loro Stato.
Essi si scontrano subito con le autorità locali e vengono costretti a lasciare la Virginia e ad andare in esilio per ben 25 anni. Dopo un decennio, la nascita di tre figli e tante lettere senza risposta, il caso Loving cattura l’attenzione della Lega per i Diritti Civili. Saranno due giovani avvocati, un po’ inesperti ma molto volonterosi, ad esporre la questione di fronte alla Corte Suprema.


Tratto da una storia vera, Loving è una vicenda d’amore e di soprusi sociali. I due coniugi sono vittime delle leggi razziali e dell’arretratezza che caratterizzava ancora alcuni degli Stati Uniti negli anni ‘50 e ‘60.

Il regista fa sì che l’attenzione dello spettatore si concentri sulla famiglia Loving, sulla sua quotidianità, sul suo desiderio di una vita normale.
Simpaticissimi i due avvocati, imbranati ma di buon cuore. Del tutto condannate, invece, le autorità della Virginia, che sembrano difendere con tutte le loro forze un mondo separatista che non ha più ragione di esistere.
Una storia intensa e drammatica, che spinge alla riflessione.


Valutazione: cinque stelle



FORTUNATA, di Sergio Castellitto



Fortunata è una madre separata che vive con la figlia Barbara in una periferia degradata fuori Roma. La vita non è facile per lei: ella vorrebbe aprire un negozio come parrucchiera, ma non ha i mezzi per farlo, e si limita a lavorare a domicilio; deve affrontare l’atteggiamento violento dell’ex marito, che tenta in ogni modo di ricattarla; il suo unico amico è un ragazzo bipolare che vive con l’anziana madre, malata di Alzheimer.

Un giorno il giudice che si occupa della separazione persuade Fortunata a portare Barbara da uno psicologo. L’incontro con quest’ultimo cambierà la vita di entrambe.


La coppia (sul lavoro e nella vita) Mazzantini-Castellitto ci ha abituato ad una serie di drammi intensi e passionali, e questa volta non fa eccezione. Il film è spesso un pugno nello stomaco, ma riesce a non diventare melenso grazie ad una serie di ottime prove d’attore (Jasmine Trinca, Stefano Accorsi, Alessandro Borghi). Una pellicola comunque interessante per gli amanti del cinema italiano.


Valutazione: tre stelle e mezza



LA PELLE DELL’ORSO, di Marco Segato



Questo interessante film ci porta sulle Dolomiti negli anni ‘50, tra cave di marmo e piccole realtà paesane.

Il protagonista, Pietro, è un vedovo evitato da tutti e spesso preso in giro. È un uomo dal carattere scostante e difficile, e l’unica persona che gli è realmente affezionata è il figlio quattordicenne Domenico.

Una notte, un orso che tutti chiamano “Il diavolo” abbandona per la prima volta i boschi, sfonda una delle stalle ed uccide una mucca.
Le autorità del paese dichiarano aperta la “caccia all’orso” ed è proprio Pietro ad offrirsi di uccidere la bestia ed a scommettere un anno del suo stipendio.

Egli fa questa scelta perché sente di non avere nulla da perdere, ma, non appena sarà partito, il figlio lo verrà a cercare e gli dimostrerà che c’è ancora un’avventura da vivere insieme.


Sono rimasta davvero colpita da questo film, che sembra un po’ lento all’inizio, ma poi diventa una pellicola d’avventura in piena regola, tenendoti con il fiato in sospeso. Bellissimi i paesaggi delle Dolomiti.


Valutazione: quattro stelle




Questi sono i film che ho visto in questo periodo!
Li conoscete? Vi sono piaciuti?
Ce n'è qualcuno a cui siete interessati? Fatemi sapere!
Grazie per la lettura e al prossimo post :-)



lunedì 4 dicembre 2017

CHRISTMAS COUNTDOWN 2017 #1: SANTA CLAUS BOOK TAG



... mancano 3 settimane a Natale!



Cari lettori,
il mese di dicembre è appena iniziato e quest’anno ho preparato per voi un progetto dal titolo “Christmas countdown 2017”.



Questo post, infatti, è il primo di una serie di quattro, dedicati ad una sorta di conto alla rovescia natalizio. I primi tre saranno pubblicati nel corso dei lunedì di dicembre, mentre il quarto ed ultimo avrà carattere un po’ più personale e sarà online pochi giorni prima di Natale.


Ovviamente durante gli altri giorni della settimana verranno pubblicati i consueti post dedicati alle nostre solite rubriche.


Spero che l’idea vi piaccia e che facciate tutti insieme a me questo conto alla rovescia!



Oggi si parla di “Natale&libri”! Vi propongo un booktag trovato sul sito "Questione di libri" a tema natalizio. Non iniziate a sentire un po’ l’atmosfera??





CIOCCOLATA CALDA: coccole!

Un libro che ti sei concessa, o di cui avevi bisogno.




Di solito non ho problemi ad aspettare l’arrivo in biblioteca delle nuove uscite, ma, non appena è uscito il romanzo Pulvis et umbra di Antonio Manzini, sono dovuta correre in libreria. Era da tempo che aspettavo di scoprire come si sarebbe evoluta la storia del burbero vicequestore Rocco Schiavone.


In questo romanzo, egli ha a che fare con due casi completamente differenti. Uno è ad Aosta, dove vive e lavora: il cadavere di una persona transessuale è stato rinvenuto presso il fiume. La vittima si prostituiva e la pista da seguire sembra semplice, ma tutte le ipotesi di Rocco e della sua squadra si sgretolano come polvere, perché quella morte sembra scomodare personalità molto in alto.


L’altro caso, a Roma, incombe come un’ombra sul vicequestore: Enzo Baiocchi, il criminale tornato dal passato, è ancora in fuga, e gli amici storici di Rocco hanno bisogno di lui.



Una “cioccolata calda” molto densa e piuttosto amara, che lascia il lettore con il desiderio di saperne ancora di più.


Spero di pubblicare al più presto un post dedicato interamente a Rocco Schiavone, perché se lo merita!





ALBERO DI NATALE: gli addobbi non possono mancare!

Un libro che devi assolutamente avere nella tua libreria.




Come non citare un classico? Vi consiglio di cuore “Racconti di fantasmi” di Charles Dickens, una raccolta che incarna perfettamente lo spirito natalizio anglosassone.


Se gli americani, infatti, amano raccontarsi storie del terrore e di fantasmi ad Halloween, nel Regno Unito la stagione degli spiriti è proprio quella natalizia.


In tanti paesi del Nord Europa, infatti, si crede che, nel corso della settimana e specialmente della notte di Natale, si annulli la barriera che separa i vivi dai morti e che questi ultimi tornino sulla Terra, diretti verso le case delle loro famiglie, per festeggiare il Natale con loro o, nel caso dei racconti del terrore, per perseguitare le anime dei parenti e degli amici che li hanno dimenticati e oltraggiati.


Ovviamente, all’interno di questa raccolta è contenuto l’ormai intramontabile “Canto di Natale”, del quale ho parlato nel dettaglio qui.





BABBO NATALE: è la mattina di Natale!

Il più bel libro che ti sia stato regalato.




La tigre e l’acrobata” mi è stato regalato lo scorso Natale da mio fratello ed è un romanzo che mi ha davvero stupito.


Si tratta di una sorta di favola per adulti, affascinante e simbolica.


La protagonista di questa storia, Piccola Tigre, nasce nella Taiga e fin da cucciola dimostra la sua natura curiosa. Ella, a differenza di altri esemplari della sua specie, si fa molte domande sul perché la sua natura la porti a determinate scelte.


Nel corso della sua vita, la Tigre scoprirà molto sul mondo che la circonda, correrà grandi pericoli a causa della sua sete di sapere e riuscirà perfino ad incontrare più volte il nemico più temuto da tutti gli animali: l’uomo.


Una storia magica e sorprendente, da leggere durante le vacanze di Natale!





LUCI COLORATE: il sorriso non manca!

Un libro che ti mette allegria.



La storia di “A cantare fu il cane” di Andrea Vitali ha inizio nella notte tra il 16 ed il 17 luglio del 1937, a Bellano, quando una donna grida Al ladro! Al ladro! In direzione di Via Manzoni. In effetti, la guardia notturna, prontamente giunta sul posto, ferma un ladruncolo, già noto alle forze dell’ordine, e lo porta in caserma.

Il Maresciallo Maccadò, che torna ad essere protagonista dei romanzi di Vitali, non è tuttavia convinto di questa versione, e deicide di condurre un’indagine più approfondita. Gli saranno d’aiuto una donna dall’insolita statura, i personaggi di un circo appena arrivato in città e un cagnolino estremamente mordace.


Come sempre, Vitali si diverte a rivelare i piccoli intrighi di paese, non smettendo mai di sorprendere il lettore. Se volete saperne di più sui romanzi di questo autore, leggete qui.





REGALI: fiocchetti e carte colorate!

Quale libro regaleresti?





Questa raccolta di racconti di Giovanni Guareschi, “L’anno di Don Camillo”, è in grado di regalare al lettore un vero e proprio viaggio nel tempo alla scoperta dell’Italia che non c’è più.


Ogni stagione dell’anno ha i suoi racconti.


C’è la primavera, con la ripresa delle tante attività agricole, ma anche il fervore della campagna elettorale.


Poi l’estate, con la mietitura e le calde notti in cui può succedere di tutto.


L’autunno arriva insieme alla vendemmia ed ai primi guai causati dalla pioggia.


L’inverno, infine, ha come protagonisti il Natale sacro di Don Camillo e quello più profano di Peppone.


Lo stile di Guareschi, perfetto per grandi e piccoli, conquisterà sicuramente molti dei miei amici lettori.



PRANZO DI NATALE: siamo tutti riuniti!

Una famiglia di una storia che ti è entrata nel cuore.




Ne parliamo a cena” di Stefania Bertola è la storia di cinque cugine, una più pazza dell’altra.


Sofia è entrata in crisi dopo il divorzio dal marito, che l’ha lasciata per una collega ed ora pretende di portarle via la casa, e si è fatta affascinare un po’ troppo dalle filosofie orientali.


Irene è sul punto di separarsi, ma ogni volta trova una scusa diversa per non firmare i documenti, e, nel frattempo, frequenta due uomini che non le piacciono affatto.


Bibi è uno spirito libero che ha lasciato marito e figli in Canada anni fa, ma ogni tanto si lascia trasportare dalla fantasia e sogna di tornare a fare la madre di famiglia.


Veronica è una madre e moglie esemplare, ma anche la sua famiglia, complici due vicini un po’ troppo indipendenti ed una neonata abbandonata a se stessa, rischia di crollare.


Costanza, infine, protagonista e voce narrante, gestisce insieme a Sofia un simpaticissimo negozio di hobbistica “per le donne che non hanno mai tempo, ma il poco che hanno adorano buttarlo via” e da sedici anni sogna di sposare Alex, che però è già sposato.


Le cinque amiche-cugine periodicamente si incontrano a cena e si raccontano le proprie disavventure, cercando di consigliarsi reciprocamente al meglio.


...Come non affezionarsi a questa caotica e divertentissima famiglia allargata?




BISCOTTI: una pagina tira l’altra!

Un libro dal quale è stato impossibile staccarsi.





Sarebbe improprio classificare “La casa di ringhiera” di Francesco Recami come un semplice giallo.


Il protagonista di questa storia, l’ex tappezziere milanese Amedeo Consonni, in pensione e vedovo, trascorre le sue giornate dividendosi tra il nipotino Enrico ed un hobby davvero insolito. Egli, infatti, colleziona in un archivio tutti gli articoli di giornale che riguardano casi di cronaca nera.


Un omicidio davvero inquietante avvenuto non lontano da Milano lo sta appassionando particolarmente: si tratta del caso della “sfinge di Lentate”, ovvero l’omicidio di un pensionato che era appassionato di Egittologia ed è stato ritrovato morto in una posa agghiacciante.


Mentre Consonni, come suo solito, va in giro per la Brianza a fare il curioso di professione, è il giallo stesso che viene a cercare lui, e lo fa proprio dove egli abita, in quella casa di ringhiera di un quartiere periferico di Milano.



Gli inquilini del condominio, in effetti, sono uno più strano dell’altro: c’è l’ex tassista quasi ottantenne che vive in funzione della sua (secondo lui bellissima) automobile; c’è la famiglia in difficoltà, tra padre alcoolista e figli cresciuti un po’ troppo in fretta; c’è l’ex professoressa ancora affascinante e dal passato misterioso; c’è, infine, una nuova giovane coppia, un po’ troppo rumorosa e vista con diffidenza dal resto dei condomini.


Tutti gli abitanti della casa di ringhiera si trovano, loro malgrado, coinvolti in un’insolita avventura, che rivela al lettore che le sfumature del giallo spesso si possono ritrovare nella quotidianità.





FIOCCHI DI NEVE: il paesaggio si trasforma!

Un libro nel quale hai sentito la magia.





Q” di Luther Blissett mi è stato regalato ormai un buon numero di Natali fa.


Dietro allo pseudonimo si nascondono quattro autori italiani che vivono nella zona di Bologna ed il caso di questo romanzo costituisce davvero un unicum.


Nel prologo, il protagonista e narratore di questa incredibile vicenda storica, che non ha nome ma assume vari soprannomi nel corso del romanzo, si ritrova a Costantinopoli. Corre l’anno 1555 ed egli apre per la prima volta il diario del suo storico rivale, che si fa chiamare Q.


Il lettore viene condotto per mano attraverso una vera e propria epopea. In questo romanzo si narra lo spegnersi del 1400 e la prima metà del 1500, tra secessioni religiose, battaglie e avventure in ogni angolo d’Europa.


La sensazione che ha il lettore è quella di una vicenda corale nella quale è la storia stessa a raccontarsi. Quale sarà il destino del protagonista? E qual è la vera identità di Q? Non resta che leggere per scoprirlo...





GHIRLANDA: decoriamo!

Un libro ricco di colori e bellezza.



La fabbrica delle stelle” di Gaetano Savatteri è il primo romanzo, dopo tanti racconti, che ha per protagonista il giornalista disoccupato Saverio Lamanna. Egli è rimasto senza impiego a causa di una grossa svista sul lavoro e si vede costretto a rinunciare alla vita a Roma ed a tutte le sue comodità per tornare nella vecchia casa dei suoi genitori in Sicilia. Lì trova subito un amico: Peppe Piccionello, conoscenza di vecchia data del padre e depositario di tutte le regole del “viver bene secondo le tradizioni di una volta”. Dopo qualche tempo, egli conosce anche Suleima, una ragazza che fa la cameriera in un ristorante in riva al mare, e se ne innamora.


Alla fine dell’estate, però, egli riceve un’insolita proposta di lavoro: quella di andare a Venezia in occasione della Mostra del Cinema e di far parte della squadra di una giovane regista che butta via i soldi del ricchissimo padre per delle pellicole davvero discutibili.


Suo malgrado, Lamanna accetta l’incarico, ma, com’è prevedibile, non riesce ad essere un semplice addetto stampa ed a restare fuori dai guai. Ben presto il Festival si tinge di giallo, e chi altri può aiutare le forze dell’ordine, se non lui e l’inseparabile Piccionello?


Un romanzo giallo pieno di ironia, di sole, di mare, dei colori della Sicilia e della magia di Venezia. Una storia che, se letta in inverno, fa sentire un po’ di calore estivo.






Questi sono i miei consigli libreschi legati al Natale, e spero che vi piacciano!


Voi che cosa avreste scelto? E quali sono le vostre letture legate al periodo natalizio? Aspetto i vostri pareri!


Grazie per la lettura e al prossimo post :-)